Benvenuto, Guest ( Login )

News

NEWS

Notizie e norme

Riforma della Legge Marchi in Cina

E' stata di recente approvata la riforma della legge marchi in Cina che entrerà in vigore dal 01 Maggio 2014.

La principale novità è l'introduzione del sistema di deposito di domande di marchio in via nazionale multi-classe. Finalmente sarà consentito di designare contemporaneamente i prodotti/servizi anche se appartenenti a classi merceologiche diverse nella stessa domanda di registrazione di marchio depositata.

Diversamente l'attuale sistema cinese impone il deposito in via nazionale di separate domande di marchio per ciascuna classe merceologica da proteggere con il conseguente aumento esponenziale dei relativi costi di deposito.

Altra rilevate novità sarà il riconoscimento della protezione per i marchi sonori.

 

 

Le Borse di Bottega Veneta non sono un marchio - Tribunale dell’Unione Europea ("TUE”) cause T-409/10 e T-410/10

Vi siete mai chiesti perché nell’estate 2013 bancarelle e rivenditori vari erano tempestati di borse intrecciate? La risposta sta nella sentenza riportata di seguito…

Bottega Veneta International Sàrl ha visto rigettati i propri marchi tridimensionali richiesti per marchio tridimensionale di borse.

Il marchio venne rigettato in prima istanza dall’Esaminatore incaricato di esaminare la domanda presentata perché privo di carattere distintivo riguardo ai prodotti specificati nella domanda di registrazione, dal momento che il marchio consisteva nella riproduzione di una borsa o di una borsetta la cui forma era del tutto comune, banale e priva di qualsiasi elemento di caratterizzazione e la forma della quale era chiesta la registrazione non differiva in modo notevole da varie forme basilari del settore.

La decisione dell’Ufficio è stata confermata dalla Commissione di Ricorso e nello scorso mese di Marzo dal Tribunale di Primo grado con argomentazioni analoghe.

La Decisione conferma gli orientamenti già espressi in passato e secondo i quali nei marchi di forma la percezione del pubblico di riferimento è diversa in quanto il consumatore non è abituato a presumere l’origine dei prodotti sulla base della loro forma in assenza di qualsivoglia elemento grafico o testuale, sicché potrebbe risultare più difficile stabilire il carattere distintivo di un marchio tridimensionale siffatto che quello di un marchio denominativo o figurativo.

I giudici nel caso in commento, ma del resto in tutti i casi in cui si decide sulla possibilità che una forma diventi marchio, con un prolungamento senza limiti temporali della tutela, tendono a riconoscere questo privilegio a quei segni che, oltre ad essere belli sono diventati distintivi della provenienza aziendale. Pertanto le forme standard sono escluse dalla tutela per marchio di forma.

Il tribunale in questa ultima decisione e l’UAMI nelle precedenti non hanno inoltre tenuto conto del gradiente estetico attribuito dal motivo intrecciato della superficie delle borsette, in quanto tale caratteristica non risultava dalla domanda di registrazione, mentre avrebbe dovuto essere ricompresa nella descrizione.

AUMENTA IL NUMERO DEI PAESI ADERENTI AL PROTOCOLLO DI MADRID: MESSICO ED INDIA

In tempi di contrazione del mercato interno riteniamo che sia particolarmente interessante per le aziende nostrane sapere che a piccoli passi si assiste ad una riduzione dei costi per la protezione all’Estero dei Marchi d’impresa.

Con l’adesione al Protocollo di Madrid del Messico (dal 19 Febbraio 2013) e dell’India dall’8 luglio 2013, le Aziende che intenderanno proteggere i propri marchi all’estero potranno includere anche questi Paesi nella domanda di Marchio Internazionale. L’adesione al Protocollo di Madrid da parte dell'India porta a 89 il numero delle Parti Contraenti.

Marchio comunitario in Croazia – Dal 1° Luglio 2013 l’Europa conterà 28 Membri. Che cosa succederà ai Vostri marchi Comunitari?

I Marchi Comunitari registrati produrranno automaticamente effetti anche in Croazia senza pagamento di tasse aggiuntive o azioni diverse.

Diversamente le domande di registrazione di un marchio comunitario depositate nei sei mesi che precedono la data di adesione della Croazia (cioè depositate tra l’ 1/1/2013 ed il 30/6/2013) potranno essere soggette ad opposizione sulla base dei diritti anteriori acquisiti in Croazia prima dell’adesione.

Inoltre i titolari dei Marchi Comunitari (anche registrati) potranno tuttavia vedersi inibita la possibilità di usare il proprio marchio in Croazia sulla base di marchi anteriori croati a due condizioni:

• Che il marchio anteriore o un altro diritto anteriore sia stato registrato, richiesto o acquisito nel nuovo Stato membro anteriormente alla data della sua adesione;

• Che il marchio anteriore sia stato acquisito in buona fede.

In tal modo un marchio comunitario rimane valido per tutti gli Stati membri dell’UE e il suo uso è vietato unicamente nel territorio Croato dove sussiste un diritto anteriore contrastante.

Se la Croazia rappresenta un mercato "attivo” sarebbe possibile espletare ricerche di anteriorità in loco per verificare eventuali rischi di contestazione.

Google Glass, il marchio "Glass" non è ancora proprietà di Mountain View

Scritto da: MIK- venerdì 4 aprile 2014

Guai seri per Google, che non potrebbe rilasciare i suoi occhiali intelligenti con il nome di "Google Glass"

A molti potrà sembrare strana come notizia, ma è vero che il marchio "Glass” non è ancora proprietà del colosso di Mountain View: lo US Patent Office avrebbe imposto a Google il rilascio degli occhiali con un altro aggettivo, causandone, ovviamente, il rilascio ritardato, visto che la compagnia non cambierà mai il nome ai suoi gioiellini. Ma vediamo i dettagli.

Non è certo la prima volta che ci troviamo a scrivere di vicende del genere: per legge, alcuni marchi non possono essere registrati, sia perché potrebbero essere confusi con quelli di altre aziende sia perché sono descrittivi. In questo caso, i problemi sarebbero più di uno e la questione è emersa proprio ultimamente, come riporta - tra gli altri - The Wall Street Journal.

Va ricordato, in effetti, che "glass” si confonde con Microsoft SmartGlass e che la parola - badate bene: non "Google Glass”, ma semplicemente "glass” - è puramente descrittiva: i termini generici non possono essere ovviamente registrati, perché, in tal caso, nessuno potrebbe utilizzarli. Sul primo problema non abbiamo molti dubbi: la soluzione arriverà; sul secondo, invece, siamo parecchio scettici, anche se situazioni del genere non sono certo impossibili da risolvere.


La risposta di Google


Google non è stata in silenzio: in un’email ha fatto notare che ci sono oltre 1.900 articoli che riguardano i Glass, quindi la tecnologia non è affatto confondibile con quella di altri produttori; in secondo luogo, "glass” è una parola che fa riferimento a prodotti accomunati dal fatto di essere di vetro: cosa che non riguarda i Glass, visto che di vetroso non hanno assolutamente nulla (il termine, dunque, non sarebbe descrittivo). Quest’ultima ci pare una giustificazione strana - permettetecelo -, e ben presto ne sapremo senz’altro di più.

Vale la pena ricordare, in conclusione, che non è detto che Google non possa più registrare la parola e debba per forza lanciare i Google Glass con un nome diverso: in fin dei conti, è già successo che alcune aziende fossero fermate in questo senso, prima di ottenere il lasciapassare.